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- Un dialogo aperto su un fenomeno silenzioso: l’incontro con Roberto Melchiorre
Data: 21/01/2026

La scuola come luogo di ascolto, confronto e consapevolezza. È con questo spirito che si è svolto l’incontro con lo scrittore e docente Roberto Melchiorre, autore del libro La porta chiusa, dedicato al complesso e attuale fenomeno degli hikikomori, giovani che scelgono l’isolamento sociale come risposta a un disagio profondo. All’evento hanno partecipato tutti gli alunni della Scuola Secondaria di primo grado di Tornareccio, la classe prima della Scuola Secondaria di primo grado di Perano e la classe quinta della Scuola Primaria di Tornareccio, in un clima di grande attenzione e coinvolgimento. La porta chiusa non è solo un racconto, ma un’occasione per interrogarsi. Come è emerso chiaramente dal dialogo con l’autore, il libro invita il lettore a fermarsi davanti a quella “porta” che spesso gli adulti vedono solo dall’esterno, senza interrogarsi su cosa abbia portato un ragazzo a chiuderla. Melchiorre ha guidato gli studenti nella comprensione del fenomeno con linguaggio chiaro, esempi concreti e grande sensibilità, mostrando come dietro il silenzio e l’isolamento si nascondano fragilità, paure, aspettative non ascoltate. L’autore ha sottolineato più volte che l’hikikomori non è una moda né un capriccio, ma una richiesta di aiuto non detta, un disagio che interpella la famiglia, la scuola e l’intera società.
Colpiti dalla tematica e dallo stile diretto dell’autore, i ragazzi hanno posto numerose domande, dimostrando curiosità, empatia e capacità di riflessione. Le domande hanno toccato aspetti emotivi, relazionali e sociali: perché un ragazzo sceglie di isolarsi? Come ci si può accorgere del disagio? Che ruolo hanno gli amici, la scuola, gli adulti?
Roberto Melchiorre, con disponibilità e simpatia, ha risposto a tutti, trasformando l’incontro in un vero dialogo educativo, capace di coinvolgere non solo gli studenti ma anche i docenti presenti. Le sue riflessioni hanno offerto spunti preziosi sul valore dell’ascolto, sull’importanza di non banalizzare il disagio giovanile e sulla necessità di costruire relazioni autentiche. Momenti come questo confermano il valore della lettura e dell’incontro con gli autori come strumenti fondamentali di crescita, capaci di educare alla consapevolezza, all’empatia e alla cittadinanza attiva. Un’esperienza significativa che continuerà a generare riflessioni dentro e fuori dall’aula.